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Ci lascia Teo Hernandez, cantante dei Los Dementes

Il 19 Maggio ci ha lasciato Teo Hernandez, un caro amico e persona squisita e piena di amore per la vita e per la musica.

Un infarto nella sua città di Maracay dove viveva attualmente, secondo il suo amico e cantante Gonzalo Martinez.

Teo Hernandez nato a Barlovento, in Venezuela il 15 Gennaio del 1948 era un grandissimo sonero, voce storica della salsa Venezuelana, raggiunse il successo con l’orchestra di Oscar D’Leon “La Critica” , “Los Venezuelan Masters, la “Descarga Criolla” e divenne una star con l’orchestra dei Los Dementes di Ray Perez con cui girò anche in Europa sia con la formazione originaria che con quella creata apposta in Italia con i “Los Dementes Italianos”.

Siamo orgogliosi di averlo conosciuto e frequentato , perché proprio nel lato umano è venuto a mancare un caro amico.

Che fosse uno straordinario cantante lo si sapeva, bastava ascoltarlo, ma la perdita umana è altrettanto pesante.

Abbiamo quindi pensato di creare questo omaggio con tutti i video e foto presi da ogni tour che abbiamo fatto con Ray e Teo in Italia ed in Europa.

L’Italia lo ha sempre avuto nel cuore ed il pubblico salsero ha sempre dimostrato la sua sviscerata passione per le musiche di Ray e Teo.

Dal primo compleanno Lasalsavive del 2008 in cui canto’ per la prima volta in Italia fino al concerto al Salsa Festival Switzerland di Zurigo nel 2015.

Descansa en gloria con los grande de la salsa, querido Teo.

Tu amigos salseros de Italia, los componentes de la Orquesta “Los Dementes de Italia”:

Ray Perez: Piano, voce

Teo Hernandez: voce

Horst Gasser: timbales

Tullio Sartori: congas

Davide Lanzarini: basso

Federico Guarneri: bongo

Renato Pignieri: trombone

Francesco Bucci: trombone

y tu familia italiana de Anna , Michele, Max y Tommy.

Gracias por todo!

Foto primo anniversario lasalsavive Ray Perez e Teo 2008

Foto Los Dementes a Roma 2008

Foto Salsa Vintage Ginevra 2009

Foto Amburgo 2013 HamburgSalsaCongress

Foto 2015 SwitzerlandSalsaCongress

Intervista Teo

2008 Bologna

2008 Roma

2009 Ginevra

2013 Amburgo

2015 Zurigo

La locandina dell'evento di Medellin 2016 Las Leyendas vivas de la salsa!

Ray Perez ed il concerto delle leggende della salsa a Medellin 2016

Lo scorso mese di aprile si è svolta a Medellin un’importante manifestazione giunta alla sua seconda edizione: “Las leyendas vivas de la salsa” alla quale hanno preso parte alcune fra le più importanti orchestre di salsa dura degli anni settanta come Orquesta Narvaez, Orquesta Dicupe, Grupo Mango e ovviamente non poteva mancare l’icona della salsa venezuela, vera e propria leggenda vivente per tutti gli appassionati di questo genere musicale, il pianista RAY PEREZ in compagnia dell’inseparabile cantante Teo Hernandez.

Ed ecco alcune foto e video dell’evento!

 

La locandina dell'evento di Medellin 2016 Las Leyendas vivas de la salsa!
La locandina dell’evento di Medellin 2016 Las Leyendas vivas de la salsa!

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Il concerto dell’orchestra di Ray Perez!

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Ray Perez mentre suona il piano – Ray Perez tocando el piano

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Teo Herandez, il cantante dell’orchestra di Ray Perez.

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https://youtu.be/dEgAivWOaf0

https://youtu.be/FmJB4IWMeLA

 

Addio a Manny Bolaños, cantante dei Los Dementes

Riceviamo da Ray Perez la triste notizia della scomparsa di Manny Bolaños, artista panamense conosciuto al popolo salsero per aver cantanto con l’orchestra Los Dementes.

Da tempo era malato e non era più presente sui palcoscenici.

manny_bolanos

Anche Ruben Blades ha ricordato Manny nel suo profilo facebook:

Le nostre condoglianze vanno alla sua famiglia.

Ray Perez torna in Europa per l’Amburgo Salsa Festival 2013

Grande novità per gli amanti della musica di Ray Pérez e i Los Dementes.
Il pianista venezuelano leader dei Los Dementes sarà ospite dell’Amburgo Salsa Festival il prossimo 13 Luglio 2013, dove si esibirà insieme a Teo Hernandez e i Los Dementes italiani, orchestra con cui si era già esibito in alcuni concerti in Italia e a Ginevra.

Ray Perez y Teo Hernadez en Bologna
Ray Perez y Teo Hernadez en Bologna

Presto vi comunicheremo tutte le informazioni necessarie per prenotare.

Il Trio Los Singers

Uno dei primi gruppi della nuova onda venezuelana che, come suggerisce il loro nome, fu un trio vocale di cui facevano parte tre talentuosi artisti: Sergio Valentín, Ray Pérez y Arturo Tetrán.

Los singers 1962: Ray Perez, Sergio Valentin y Arturo Tetran a la llegada a una de sus presentaciones. Notese que ellos mismos cargaban con sus equipos
Los singers 1962: Ray Perez, Sergio Valentin e Arturo Tetran all’arrivo di una loro esibizione. Notate che gli strumenti li portavano loro stessi.

Sergio Valentín nacque a Roma e arrivò in Venezuela quando era molto giovane.
Iniziò a studiare canto lirico arrivando a esibirsi al Teatro Municipale.
Successivamente iniziò a lavorare a Radio Caracas come cantante di boleros e ballate in italiano.
Durante questo periodo conobbe Ramón “Ray” Pérez, che più avanti sarebbe diventato uno dei principali esponenti della salsa venezuelana, con alcune fra le più importanti e prestigiose orchestre di musica latina del paese (Los Dementes, Los Calvos, Los Kenya).

In quell’anno (1961) Los Singers realizzarono tre dischi, il primo era un EP pubblicato dalla Discomoda con il numero di serie DCM 200 che conteneva le canzoni “Confidencial”, “Pasaje de ida”, “Ven ya” e “Gotas de Lluvia.

Il primo EP

El primer EP de LOS SINGERS
Il primo EP dei LOS SINGERS

E’ importante notare che questo disco probabilmente è il primo EP (Extended play) lanciato in Venezuela.
Fino a quel momento esistevano solo due grandi formati accettati commercialmente: I dischi “grandi” o LP (Long Plays) la cui dimensione era di circa 30 centimentri, i quali erano soliti contenere circa 12 brani e che giravano a 33 /13 rpm (giri al minuto), ed il popolare 45 giri da 7 pollici (la stessa dimensione di un CD o DVD attuale) che includeva solo 2 canzoni (una per lato).
In questo (presumibile) primo EP si notava che il disco nonostante la sua dimensione da 7 pollici (la stessa di un disco a 45 giri) doveva essere riprodotto alla velocità di 33 giri al minuto (come gli LP), anche se sull’etichetta c’era scritto solo 33, dato che all’epoca non si specificava la velocità esatta dei giri dei dischi.

Il Secondo EP

El segundo EP de LOS SINGERS
Il secondo EP dei LOS SINGERS

A seguito del successo dell’orchestra e della buona vendita di dischi, poco dopo il gruppo lanciò il secondo EP, pubblicato dall’etichetta Discomoda con il numero di serie DEP 2011 il quale includeva le canzoni: Oye Corazon, Que tendrán esos ojos, Servilleta de papel e Donde estarás.

Ancora una volta venne utilizzato il formato EP, però in questo caso optarono per la velocità a 45 giri al fine di renderlo compatibile con il resto dei dischi da 7 pollici che giravano a 45 rpm. In questo modo iLos Singers oltre ad essere fra i primi interpreti venezuelani di rock´n´n´roll, passarono alla storia della musica venezuelana come uno dei primi gruppi a pubblicare la propria opera musicale su questo formato (EP).

Lo stesso anno uscirà anche una raccolta intitolata “Impacto de la Nueva Ola

Impacto de la nueva ola
Impatto della nueva ola

In questo disco, Los Singers presentarono le canzoni “No seas cruel” (versione del successo di Elvis Presley e che si sarebbe convertita in una specie di biglietto da visita del genere musicale), “In the mood“, “Movimiento de Rock“, “Chicas de la Plaza de Belén“.

Il contributo dato dai Los Singers fu molto importante per i giovani musicisti venezuelani: non solo per aver interpretato musica rock´n´roll in spagnolo e registrata nel paese, ma anche per l’aspetto tecnico di aver pubblicato le proprie registrazioni nel formato EP. Senza dubbio i Los Singers ebbero una vita artistica molto breve, dato che poco tempo dopo, il cantante Sergio Valentín avrebbe continuato la sua carriera come solista.

Per maggiori informazioni: http://delrockaltwist.blogspot.it/2010/11/0125-sergio-valentin-con-los-singer-en.html


Eddio Javier Piña Rojas

Los Singers

Uno de los primeros grupos de la nueva ola Venezolana quienes, como su nombre lo sugiere, fueron un trio vocal. integrado por 3 talentosos artistas: Sergio Valentín, Ray Pérez y Arturo Tetrán.

Los singers 1962: Ray Perez, Sergio Valentin y Arturo Tetran a la llegada a una de sus presentaciones. Notese que ellos mismos cargaban con sus equipos
Los singers 1962: Ray Perez, Sergio Valentin y Arturo Tetran a la llegada a una de sus presentaciones. Notese que ellos mismos cargaban con sus equipos

Sergio Valentín nació en Roma, Italia, llegando a venezuela a temprana edad, estudia canto lírico llegando a presentar en el Teatro Municipal. Posteriormente entra a trabajar en Radio Caracas como cantante de boleros tropicales y baladas en italiano. Durante este periodo conoce a Ramón “Ray” Pérez, quien más adelante se convertiría en una pieza fundamental de la salsa venezolana al fundar varias de las más reconocidas y prestigiosas agrupaciones de música latina del pais (Los Dementes, Los Calvos, Los Kenya).

Ese año (1961) Los Singers realizaron 3 grabaciones, la primera de ellas se trata de un EP en 33 RPM publicado por Discomoda con numero de serie DCM 200 en cual contiene los temas “Confidencial”, “Pasaje de ida”, “Ven ya” y “Gotas de Lluvia.

El Primer EP

El primer EP de LOS SINGERS
El primer EP de LOS SINGERS

Es importante destacar que este disco es presumiblemente el primer EP (Extended play) lanzado en Venezuela. Hasta ese momento en nuestro pais existían dos grandes formatos aceptados comercialmente: Los discos “grandes” o LP´s (Long Plays) cuya medida es de 12 pulgadas (unos 30 centimetros) los cuales solían contener alrededor de 12 temas y que giraba a 33 /13 rpm (revoluciones por minuto) y el otro formato fué el popular 45 rpm de 7 pulgadas (el mismo tamaño que un CD o DVD actual) y que solo incluía 2 canciones (una por cada lado del disco), en este (presumible) primer EP se nota que el disco a pesar de su tamaño de 7 pulgadas (el tamaño de un disco de 45 rpm) debe ser reproducido a velocidad de 33 ⅓ , aunque la etiqueta solo especifique 33, ya que para entonces no se especificaba la velocidad exacta de giro de los discos.

El Segundo EP

El segundo EP de LOS SINGERS
El segundo EP de LOS SINGERS

Debido al exito de la agrupación y la buena venta del disco; poco despues el grupo lanza un segundo EP, publicado por el sello Discomoda con numero de serie DEP 2011 el cual incluye los temas: Oye Corazon, Que tendrán esos ojos, Servilleta de papel y Donde estarás.

Nuevamente se utiliza el formato EP, pero en este caso la disquera optó por la velocidad de 45 rpm a fin de hacerlo compatible con el resto de los discos de 7 pulgadas que giraban a 45 rpm. De esta manera Los Singers además de ser unos de los primeros interpretes del ritmo de rock´n´n´roll en el pais tambien pasan a la historia de la musica venezolana como los primeros en publicar su obra en fomato EP

Finalmente ese mismo año, se lanza un recopilatorio titulado “Impacto de la Nueva Ola

Impacto de la nueva ola
Impacto de la nueva ola

En este disco, los Singers aportan los temas “No seas cruel” (versión del éxito de Elvis Presley), la cual se había convertido en una especie de carta de presentación del genero musical. ” “In the mood”, “Movimiento de Rock”; “Chicas de la Plaza de Belén”.

El aporte de Los Singers fue valioso para la musica joven venezolana. no solo por interpretar musica de rock´n´roll en español y grabada en el pais, sino por el aspecto técnico de haber publicado sus grabaciones en formato EP. Sin embargo Los Singers tuvieron muy corta vida, ya que poco tiempo después, el cantante Sergio Valentín continuaría su carrera como solista.


Eddio Javier Piña Rojas

Ray Perez en Londres, Ray Perez a Londra

Directamente de Londres llegan las fotos de Ray Perez con la orquesta Ondatropica.
Ed ecco le foto di Ray Perez a Londra, durante il concerto dell’orchestra Ondatropica.

Ray Perez en Londres - Ray Perez a Londra
Ray Perez en Londres – Ray Perez a Londra

Ray Perez en Londres - Ray Perez a Londra
Ray Perez en Londres – Ray Perez a Londra

Ray Perez en Londres - Ray Perez a Londra
Ray Perez en Londres – Ray Perez a Londra

Ray Perez en Londres - Ray Perez a Londra
Ray Perez en Londres – Ray Perez a Londra

Ray Perez en Londres con la Orquesta Ondatrópica el proximo 20 Julio – Ray Perez suonerà a Londra il prossimo 20 Luglio insieme all’orchestra Ondatropica

Ray Perez presenzierà al concerto dei “Los Irreales de Ondatrópica” insieme ad altri artisti, il prossimo 20 luglio 2012 per un concerto che si terrà il giorno dell’indipendenza della Colombia a Londra.

Ray Perez durante le prove
Ray Perez durante le prove

Ray Perez durante le prove con Alfredito Linares
Ray Perez durante le prove con Alfredito Linares

Español

Esta es la lista de artistas que conforman la orquesta “Los Irreales de Ondatrópica” que estará tocando su 1er concierto internacional el próximo 20 de julio (Día de la independencia de Colombia) en la ciudad de Londres y para su 2do concierto estarán en el escenario de las Americas en BT River of Music.

Ray Perez y la Orquesta Ondatropica

– Nidia Gongora (Voz)
– Wilson Viveros (Timbales)
– Juan Carlos Puello (Percusión,Alegre, Caja)
– Mario Galeano Toro (Bajo)
– Pedro Ojeda (Batería)
– Will Holland (Acordeón, guitarra)
– Alfredito Linares (Piano)
– Ramaya (Flauta de Millo)
– Michi Sarmiento (Saxo Alto)
– Markitos Mikolta (Voz)
– Jorge Gaviria (Trompeta)
– Marco Fajardo (Clarinete y Saxo)

Artistas invitados:
– Ray Perez (Venezuela)
– Casimiro Granillo (México)

Fotografía por: Maria Elisa Duque FOTOGRAFIA / PHOTOGRAPHY — con Juan Carlos Puello e altre 3 persone presso Bogotá.

Ray Pérez, “el demente mayor” de la salsa

Ray Perez con Max Chevere de LaSalsaVive.org

 

Imagínese usted en una fiesta. El “bonche” encendido y los trombones a millón. De pronto, escucha al
maestro de ceremonias… ¡Y ahora les presentamos al maestro Ramón Epifanio Pérez Rivas y su orquesta!
En verdad, no creo que sus pies se muevan ni sienta deseos de bailar.
Alguien con ese “demasiado” nombre no encaja en el ambiente salsero,pero si le cambian
el tono y le dicen: ¡Con ustedes, “el loco”Ray Pérez y Los Dementes…!,
la cosa cambia, definitivamente cambia…

 

Immaginatevi in una festa. La pista incendiata e i tromboni a mille.
Ad un certo punto ascoltate il maestro delle cerimonie … “ E adesso
vi presentiamo il Maestro Ramon Epifanio Perez Rivas con la sua orchestra”!
Francamente non credo che i vostri piedi inizieranno a scalpitare ne che sentiranno
il desiderio di ballare.
Nessuno con questo nome tanto lungo potrebbe incantare l’ambiente salsero, però
se cambiate il tono della voce e dite: “Ecco a voi el loco Ray Perez y Los Dementes”…! la
cosa cambia, cambia completamente, perchè quello che sta per arrivare è una tormenta
musicale; di quella buona, con il ricordo di questo passato incomparabile e con la voce di “Perucho”
Torcat che rivive nei nostri ricordi.
“Perucho” ed il “loco” Ray. Che coppia tremenda!
“Siamo stati una coppia eccellente. Pensate, la maggior parte delle mie composizioni e arrangiamenti
furono portati al successo dalla voce di “Perucho”, che era un mio paesano.
Restammo in ottimi rapporti di amicizia fino a quando lui non decise di andarsene a New York.
Lui venne con Justo Betancourt e mi disse che se ne andava al Nord, perchè
era sicuro che lì avrebbe trionfato.
Gli augurai molta fortuna, però mi ricordo che gli dissi che il suo trionfo e la sua fama avrebbe
potuto averle qui, senza andarsene.
Io andai a New York due volte in quel periodo e non mi andò male, trovai da suonare, però
lui non mi considerò e se ne andò.
Sfortunatamente mi toccò andarlo a prendere quando era morto”.

“Questa fama di “loco” (matto) in realtà è la mia attitudine nei confronti della vita.
Non sono mai rimasto calmo in nessun posto; amo l’avventura”.
Ramón Epifanio è nato a Barcelona, nello Stato Anzoategui.
Assicura di essere stato un regalo del “bambin Gesù”, perchè vide la luce il 25 dicembre
del 1938.
“Eravamo 15 fratelli, però due morirono. La passione per la musica mi viene dal sangue, perchè
mio padre era il direttore della banda giovanile di Anzoategui, che suonava nel collegio San Juan
Bosco. Io stavo fra i leggii e suonavo gli strumenti. Il primo che mi toccò in realtà fu la tuba, perchè
mio padre diceva che era difficile trovare i bassi, anche se il mio strumento era la tromba, però non
fu possibile suonarla.
Prima della creazione dei “Los Dementes”, Ray girò per alcune regioni del Paese. Formò alcuni
trii musicali con suo fratello e successivamente il Trio Ambay con Enrique Atencio e Gonzalo Peña.
Successivamente arriva l’esperienza dei “The Singer”, “Cristal”, e “Los Miquer”, e la partecipazione con Edith Salcedo e i “Los Colorámicos”.
A Maracaibo studiai musica con Elias Muñoz. Fu lui che mi fece venire voglia di arrangiare i brani.
Mi piaceva molto creare la musica.
Los Dementes?
Arrivarono nel 1959. Io avevo formato il gruppo a Maracaibo, però Muñoz si oppose al nome in
quanto diceva che i musicisti potevano essere boemi ma non matti, per questo il primo nome
dell’orchestra fu “Ray Perez y su Charanga”.
Con il nome “Los Dementes” iniziammo a suonare nel Barnum’s Club e al Mon Petit.
Trasferitici definitivamente a Caracas, alcuni musicisti decisero di tornare nella loro terra e fu così
che conoscemmo alcuni fra i migliori musicisti del momento.
“Nené” Quintero, che suonava le congas, mi porta a San Agustín dove prendemmo Alfredo Padilla; dopo arrivarono gli altri, i tromboni con Rufo García, Enrique Vásquez al basso e lo stesso “Perucho”, che avevo conosciuto in Oriente, perchè lui stesso era di quelle parti.
Con questi musicisti registrammo “Aquí están Los Dementes”, che fu un grande successo, grazie al grande aiuto di Phidias Danilo Escalona, che si era innamorato del gruppo.

Il resto è storia. Ray Perez viaggiò due volte a New York dove ebbe modo
di suonare con tutti i grandi. Cominciando da Kako y Sus Estrellas dove si
fece un buon nome, al punto che si poteva permettere di vivere a Caracas
e suonare il fine settimana a New York con il famoso Kako Bastard.
“Al pari di altri musicisti ebbi modo di esibirmi con varie orchestre, in particolar
modo con la Orquesta Broadway, di Eddie Zervigon con il quale diventai molto amico”.
Fra queste collaborazioni arrivarono i “Los Kenyas”, un gruppo con metalli (gli strumenti a fiato) dove
i musicisti erano Dimas, Carlín ed il Negrito Calavén, che avevano deciso di lasciare Federico y su Combo perchè erano sicuri che il “rock”, “la nuova onda”, era arrivato e che avrebbe sepolto la musica caraibica.
Fortunatamente in seguito sarebbe arrivato il “boom” prodotto dal fenomeno “Dimension
Latina”, “La Banda” e altre orchestre, che avrebbero dato nuovo impulso al genere.

Che cosa fa attualmente, torneranno i Los Dementes?

“Continuo a scrivere musica, non ho mai smesso di farlo. Quel che succede è che non sto formando
nessuna nuova formazione per andare a suonare in qualche festicciola o chiedendo agli impresari che mi procurino qualche contratto. Io ho un nome e fortunatamente mi conoscono all’estero, dove lavoro continuamente. Faccio tre o quattro tour all’anno fra Messico e New York, perchè è li che la salsa arde.”

E in Europa?

“C’è un movimento forte da quelle parti. Io suono in tre o quattro club
in Italia. Ti confesso che guadagno bene e con questo mi mantengo. Prendo
il mio cachet e rientro in Venezuela. Già questa cosa del “loco” (matto) è rimasto
solo come semplice motto, perchè, ti ripeto, non vado a lavorare per quattro matti
ne metto a rischio lo strumento che mi fa mangiare”.

Novità in vista?

Sto aspettando la conferma di un tour in Colombia. Il punto è che da quelle parti
suonano ancora le mie canzoni.

Perucho Torcat

Cantante stella di Ray Perez.
Come lo stesso Perez sottolinea nell’intervista, la sua unione
fu la combinazione perfetta, tanto che Ray ebbe non pochi problemi
a sostituirlo con un altro cantante.
“Perucho”, abbagliato dalle vetrine di New York, decise di tentare la fortuna
e andò due volte nella Grande Mela.
Nel suo primo viaggio, nel 1969, registrò un LP che si convertì in classico,
con la canzone “Voy a reír un poco”, composta da Ricardo Quintero e cantata
successivamente anche da Hector Lavoe.

 

Nel 1971 registra un’altra produzione, un 45 giri, dove inserisce due canzoni da
lui composte: “La Paz” e “El Todopoderoso”.

Addio Frank El Pavo Hernandez

Caracas 16 Giugno 2009
Frank El Pavo Hernández con Ray Perez e Cocolia – foto cortesia di www.rayperez.it

El Pavo Frank, conosciuto percussionista venezuelano che ha ottenuto i suoi successi sulla scena della musica latina, è scomparso questa mattina a 74 anni.

Il musicista aragüeño, il cui nome era Francisco Antonio Hernández Valarín, iniziò la sua carriera musicale prendendo lezioni di batteria con Germán Suárez, quando aveva solo 12 anni.
A 15 anni si unì all’orchestra di Manuel Ramos. I suoi compagni gli assegnarono il soprannome con il quale sarebbe stato riconosciuto per tutto il resto della sua vita: El Pavo Frank.

Un ritmo indiavolato nelle mani e nel cuore. Una descarga dell’anima che trasferì nei timbales e nella batteria. Adesso, una leggenda. Se diciamo Francisco Antonio Hernández Valarín, non diciamo molto. Se diciamo el Pavo Frank è come se parlassimo di salsa, del jazz, della Onda Nueva.

Nel 1953 faceva già parte dell’orchestra di Aldemaro Romero, e dopo, in una carriera brillante, potè accompagnare giganti come Jesús ‘Chucho’ Sanoja, Luis Alfonso Larrain, Tito Puente, ‘El Rey del Timbal’; Dámaso Pérez Prado ‘El Rey del Mambo’; Mongo Santamaría, Machito, Dizzie Gillespie e Chick Corea, massimi esponenti del jazz latino.

Fu un grande percorso che ebbe il suo punto più alto negli anni 70, con la Onda Nueva, stile musicale riconosciuto in tutto il mondo e ancora vigente, il cui cuore ritmico fu ideato e sviluppato da el Pavo Frank per Aldemaro Romero, che la descrisse in questa maniera: ‘la Onda Nueva non è altro che la sostituzione di una orchestrazione per un’altra. Al posto di un’arpa, cuatro e maracas; piano, basso e batería: il trio ideale per suonare musica jazz’. Questo inconfondibile colpo di batteria fu la creazione immortale del Pavo, il suo maggiore contributo artistico.

Però gli anni non perdonano e le malattie nemmeno. Gli ultimi anni lo constrinsero al ritiro forzato. Tre incidenti celebrovascolari lo allontanarono dai palcoscenici. Successivamente subentrarono altri problemi che lo portarano alla quasi cecità.

È impossibile dire che ha smesso di suonare. Adesso la batteria e il timbal del Pavo inizieranno a suonare in tutto il mondo. Adesso queste percussioni vibreranno con sabor e genialità.

Fonte Ag.Abn

Español

El Pavo Frank, conocido percusionista venezolano que se destacó en la escena de la música latina, falleció durante la madrugada de este martes a los 74 años.

El músico aragüeño, cuyo nombre de pila era Francisco Antonio Hernández Valarín, comenzó su carrera musical al tomar clases de batería con Germán Suárez, cuando tenía sólo 12 años.
A los 15 se unió a la orquesta de Manuel Ramos. Sus compañeros le asignaron un apodo por el que sería reconocido durante el resto de su vida: El Pavo Frank.

Un ritmo endiablado en las manos y el corazón. Una descarga del alma que estalló en los timbales y la batería. Ahora, una leyenda. Si decimos Francisco Antonio Hernández Valarín, no decimos mucho. Si decimos el Pavo Frank suena a salsa, a jazz, a Onda Nueva.

El más destacado percusionista venezolano de las últimas décadas murió este martes a los 74 años. Salió de su natal Villa de Cura, estado Aragua, a los 12 años, edad suficiente para tomar clases de batería. Ya a los quince estaba debutando en la orquesta de Manuel Ramos donde lo bautizaron como el Pavo, apodo que ahora se lleva a la eternidad.

Para 1953 ya formaba parte la orquesta de Aldemaro Romero, y luego, en una carrera brillante, pudo acompañar a gigantes como Jesús ‘Chucho’ Sanoja, Luis Alfonso Larrain,Tito Puente, ‘El Rey del Timbal’; Dámaso Pérez Prado ‘El Rey del Mambo’; Mongo Santamaría, Machito, Dizzie Gillespie y Chick Corea, máximos exponentes del jazz latino.

Fue un largo camino recorrido que tuvo su punto más alto en los años 70, con la Onda Nueva, estilo musical reconocido en todo el mundo y todavía vigente, cuyo corazón rítmico fue ideado y desarrollado por el Pavo Frank para Aldemaro Romero, quien la describió de esta manera: ‘la Onda Nueva no es otra cosa que la sustitución de una orquestación por otra. En vez de arpa, cuatro y maracas; piano, bajo y batería: el trío ideal para tocar música de jazz’. Ese inconfundible golpe de batería fue la creación inmortal del Pavo, su más célebre contribución artística.

Pero los años no perdonan y las enfermedades tampoco. Los últimos años el Pavo se vio forzado al retiro. Tres accidentes cerebrovasculares lo alejaron de las pailas. No pudo continuar caminando derecho porque perdió el equilibrio. Todo dificultó más su ya precaria existencia porque desde hacía mucho tiempo fue perdiendo la vista hasta quedar completamente ciego. Sus necesidades sin embargo estaban medianamente cubiertas porque era pensionado de Venezolana de Televisión, tenía su pensión del Seguro Social y recibía también una cantidad por haber sido declarado Patrimonio Viviente.

Imposible decir que dejó de tocar. Ahora es cuando la batería y el timbal del Pavo Frank sonarán en todo el mundo. Ahora es cuando esas pailas vibrarán con sabor y genialidad.

Fuente Ag.Abn