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	<title>Ray Perez Weblog</title>
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		<title>Ray Pérez, “el demente mayor” de la salsa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 09:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[entrevista a Ray Perez]]></category>
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		<description><![CDATA[Imagínese usted en una fiesta. El “bonche” encendido y los trombones a millón. De pronto, escucha al
maestro de ceremonias… ¡Y ahora les presentamos al maestro Ramón Epifanio Pérez Rivas y su orquesta!
En verdad, no creo que sus pies se muevan ni sienta deseos de bailar.
Alguien con ese “demasiado” nombre no encaja en el ambiente salsero,pero si le cambian
el tono y le dicen: ¡Con ustedes, “el loco”Ray Pérez y Los Dementes…!,
la cosa cambia, definitivamente cambia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 416px"><img title="Ray Perez con Max Chevere de LaSalsaVive.org" src="http://www.rayperez.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/salsavintage09-056.jpg" alt="" width="406" height="306" /><p class="wp-caption-text">Ray Perez con Max Chevere de LaSalsaVive.org</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Imagínese usted en una fiesta. El “bonche” encendido y los trombones a millón. De pronto, escucha al<br />
maestro de ceremonias… ¡Y ahora les presentamos al maestro Ramón Epifanio Pérez Rivas y su orquesta!<br />
En verdad, no creo que sus pies se muevan ni sienta deseos de bailar.<br />
Alguien con ese “demasiado” nombre no encaja en el ambiente salsero,pero si le cambian<br />
el tono y le dicen: ¡Con ustedes, “el loco”Ray Pérez y Los Dementes…!,<br />
la cosa cambia, definitivamente cambia&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fwww.rayperez.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2011%2F08%2FRay-PDF.pdf&amp;embedded=true" style="height:600px;width:500px;" class="pdf"></iframe></p>
<p>Immaginatevi in una festa. La pista incendiata e i tromboni a mille.<br />
Ad un certo punto ascoltate il maestro delle cerimonie … “ E adesso<br />
vi presentiamo il Maestro Ramon Epifanio Perez Rivas con la sua orchestra”!<br />
Francamente non credo che i vostri piedi inizieranno a scalpitare ne che sentiranno<br />
il desiderio di ballare.<br />
Nessuno con questo nome tanto lungo potrebbe incantare l&#8217;ambiente salsero, però<br />
se cambiate il tono della voce e dite: “Ecco a voi el loco Ray Perez y Los Dementes”&#8230;! la<br />
cosa cambia, cambia completamente, perchè quello che sta per arrivare è una tormenta<br />
musicale; di quella buona, con il ricordo di questo passato incomparabile e con la voce di “Perucho”<br />
Torcat che rivive nei nostri ricordi.<br />
“Perucho” ed il “loco” Ray. Che coppia tremenda!<br />
“Siamo stati una coppia eccellente. Pensate, la maggior parte delle mie composizioni e arrangiamenti<br />
furono portati al successo dalla voce di “Perucho”, che era un mio paesano.<br />
Restammo in ottimi rapporti di amicizia fino a quando lui non decise di andarsene a New York.<br />
Lui venne con <strong>Justo Betancourt</strong> e mi disse che se ne andava al Nord, perchè<br />
era sicuro che lì avrebbe trionfato.<br />
Gli augurai molta fortuna, però mi ricordo che gli dissi che il suo trionfo e la sua fama avrebbe<br />
potuto averle qui, senza andarsene.<br />
Io andai a New York due volte in quel periodo e non mi andò male, trovai da suonare, però<br />
lui non mi considerò e se ne andò.<br />
Sfortunatamente mi toccò andarlo a prendere quando era morto”.</p>
<p>“Questa fama di “loco” (matto) in realtà è la mia attitudine nei confronti della vita.<br />
Non sono mai rimasto calmo in nessun posto; amo l&#8217;avventura”.<br />
<strong>Ramón Epifanio</strong> è nato a Barcelona, nello Stato Anzoategui.<br />
Assicura di essere stato un regalo del “bambin Gesù”, perchè vide la luce il 25 dicembre<br />
del 1938.<br />
“Eravamo 15 fratelli, però due morirono. La passione per la musica mi viene dal sangue, perchè<br />
mio padre era il direttore della banda giovanile di Anzoategui, che suonava nel collegio San Juan<br />
Bosco. Io stavo fra i leggii e suonavo gli strumenti. Il primo che mi toccò in realtà fu la tuba, perchè<br />
mio padre diceva che era difficile trovare i bassi, anche se il mio strumento era la tromba, però non<br />
fu possibile suonarla.<br />
Prima della creazione dei “Los Dementes”, Ray girò per alcune regioni del Paese. Formò alcuni<br />
trii musicali con suo fratello e successivamente il <strong>Trio Ambay</strong> con <strong>Enrique Atencio</strong> e <strong>Gonzalo Peña</strong>.<br />
Successivamente arriva l&#8217;esperienza dei “<strong>The Singer</strong>”, “<strong>Cristal</strong>”, e “<strong>Los Miquer</strong>”, e la partecipazione con Edith Salcedo e i “<strong>Los Colorámicos</strong>”.<br />
A Maracaibo studiai musica con <strong>Elias Muñoz</strong>. Fu lui che mi fece venire voglia di arrangiare i brani.<br />
Mi piaceva molto creare la musica.<br />
Los Dementes?<br />
Arrivarono nel 1959. Io avevo formato il gruppo a Maracaibo, però Muñoz si oppose al nome in<br />
quanto diceva che i musicisti potevano essere boemi ma non matti, per questo il primo nome<br />
dell&#8217;orchestra fu “<strong>Ray Perez y su Charanga</strong>”.<br />
Con il nome “<strong>Los Dementes</strong>” iniziammo a suonare nel Barnum’s Club e al Mon Petit.<br />
Trasferitici definitivamente a Caracas, alcuni musicisti decisero di tornare nella loro terra e fu così<br />
che conoscemmo alcuni fra i migliori musicisti del momento.<br />
<strong>“Nené” Quintero</strong>, che suonava le congas, mi porta a San Agustín dove prendemmo <strong>Alfredo Padilla</strong>; dopo arrivarono gli altri, i tromboni con <strong>Rufo García</strong>, <strong>Enrique Vásquez</strong> al basso e lo stesso “<strong>Perucho</strong>”, che avevo conosciuto in Oriente, perchè lui stesso era di quelle parti.<br />
Con questi musicisti registrammo “<strong>Aquí están Los Dementes</strong>”, che fu un grande successo, grazie al grande aiuto di Phidias Danilo Escalona, che si era innamorato del gruppo.</p>
<p>Il resto è storia. <strong>Ray Perez</strong> viaggiò due volte a New York dove ebbe modo<br />
di suonare con tutti i grandi. Cominciando da <strong>Kako y Sus Estrellas</strong> dove si<br />
fece un buon nome, al punto che si poteva permettere di vivere a Caracas<br />
e suonare il fine settimana a New York con il famoso <strong>Kako Bastard</strong>.<br />
“Al pari di altri musicisti ebbi modo di esibirmi con varie orchestre, in particolar<br />
modo con la <strong>Orquesta Broadway</strong>, di <strong>Eddie Zervigon</strong> con il quale diventai molto amico”.<br />
Fra queste collaborazioni arrivarono i “<strong>Los Kenyas</strong>”, un gruppo con metalli (gli strumenti a fiato) dove<br />
i musicisti erano <strong>Dimas</strong>, <strong>Carlín</strong> ed il <strong>Negrito Calavén</strong>, che avevano deciso di lasciare <strong>Federico y su Combo</strong> perchè erano sicuri che il “rock”, “la nuova onda”, era arrivato e che avrebbe sepolto la musica caraibica.<br />
Fortunatamente in seguito sarebbe arrivato il “boom” prodotto dal fenomeno “<strong>Dimension</strong><br />
<strong> Latina</strong>”, “<strong>La Banda</strong>” e altre orchestre, che avrebbero dato nuovo impulso al genere.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/8n9XMtA6Xpk" frameborder="0" width="425" height="349"></iframe></p>
<p><strong>Che cosa fa attualmente, torneranno i Los Dementes?</strong></p>
<p>“Continuo a scrivere musica, non ho mai smesso di farlo. Quel che succede è che non sto formando<br />
nessuna nuova formazione per andare a suonare in qualche festicciola o chiedendo agli impresari che mi procurino qualche contratto. Io ho un nome e fortunatamente mi conoscono all&#8217;estero, dove lavoro continuamente. Faccio tre o quattro tour all&#8217;anno fra Messico e New York, perchè è li che la salsa arde.&#8221;<br />
<strong><br />
E in Europa?</strong><br />
“C&#8217;è un movimento forte da quelle parti. Io suono in tre o quattro club<br />
in Italia. Ti confesso che guadagno bene e con questo mi mantengo. Prendo<br />
il mio cachet e rientro in Venezuela. Già questa cosa del “loco” (matto) è rimasto<br />
solo come semplice motto, perchè, ti ripeto, non vado a lavorare per quattro matti<br />
ne metto a rischio lo strumento che mi fa mangiare”.</p>
<p><strong>Novità in vista?<br />
</strong></p>
<p>Sto aspettando la conferma di un tour in Colombia. Il punto è che da quelle parti<br />
suonano ancora le mie canzoni.<br />
<strong><br />
Perucho Torcat</strong></p>
<p>Cantante stella di Ray Perez.<br />
Come lo stesso Perez sottolinea nell&#8217;intervista, la sua unione<br />
fu la combinazione perfetta, tanto che Ray ebbe non pochi problemi<br />
a sostituirlo con un altro cantante.<br />
“Perucho”, abbagliato dalle vetrine di New York, decise di tentare la fortuna<br />
e andò due volte nella Grande Mela.<br />
Nel suo primo viaggio, nel 1969, registrò un LP che si convertì in classico,<br />
con la canzone “Voy a reír un poco”, composta da Ricardo Quintero e cantata<br />
successivamente anche da Hector Lavoe.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/XMoCalFLLJQ" frameborder="0" width="425" height="349"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/0w_s4O5LmxA" frameborder="0" width="425" height="349"></iframe></p>
<p>Nel 1971 registra un&#8217;altra produzione, un 45 giri, dove inserisce due canzoni da<br />
lui composte: “La Paz” e “El Todopoderoso”.</p>
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		<title>Ray Perez y Los Dementes al Festival de la Guaira en Venezuela</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 14:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="youtube">
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</span></p>
<p><span class="youtube">
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</span></p>
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		<title>Ray Perez y Teo Hernandez con Los Dementes italianos en Ginebra! Las fotos!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 10:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Haga click en la foto para verlas todas.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lasalsavive.com/foto/varie/Salsavintage09_web/index.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-142" title="salsavintage09-056" src="http://www.rayperez.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/salsavintage09-056.jpg" alt="salsavintage09-056" /></a><strong>Haga click en la foto para verlas todas.</strong></p>
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		<title>Addio Frank El Pavo Hernandez</title>
		<link>http://www.rayperez.it/blog/2009/06/18/addio-frank-el-pavo-hernandez/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 14:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frank el pavo hernandez]]></category>
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		<description><![CDATA[Caracas 16 Giugno 2009 Frank El Pavo Hernández con Ray Perez e Cocolia &#8211; foto cortesia di www.rayperez.it El Pavo Frank, conosciuto percussionista venezuelano che ha ottenuto i suoi successi sulla scena della musica latina, è scomparso questa mattina a 74 anni. Il musicista aragüeño, il cui nome era Francisco Antonio Hernández Valarín, iniziò la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Caracas 16 Giugno 2009</strong><br />
<img src="http://www.lasalsavive.com/portale/pagine/news/immagini/pavofrank_ray_y_cocolia.jpg" alt="" width="360" /><strong>Frank El Pavo Hernández con Ray Perez e Cocolia</strong> &#8211; foto cortesia di www.rayperez.it</p>
<div>El Pavo Frank, conosciuto percussionista venezuelano che ha ottenuto i suoi successi sulla scena della musica latina, è scomparso questa mattina a 74 anni.</p>
<p>Il musicista aragüeño, il cui nome era <strong>Francisco Antonio Hernández Valarín</strong>, iniziò la sua carriera musicale prendendo lezioni di batteria con <strong>Germán Suárez</strong>, quando aveva solo 12 anni.<br />
A 15 anni si unì all&#8217;orchestra di <strong>Manuel Ramos</strong>. I suoi compagni gli assegnarono il soprannome con il quale sarebbe stato riconosciuto per tutto il resto della sua vita: <strong>El Pavo Frank</strong>.</p>
<p>Un ritmo indiavolato nelle mani e nel cuore. Una descarga dell&#8217;anima che trasferì nei timbales e nella batteria. Adesso, una leggenda. Se diciamo <strong>Francisco Antonio Hernández Valarín</strong>, non diciamo molto. Se diciamo el Pavo Frank è come se parlassimo di salsa, del jazz, della Onda Nueva.</p>
<p align="center"><object width="445" height="364"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2m_S5i4mEuU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/2m_S5i4mEuU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nel 1953 faceva già parte dell&#8217;orchestra di <strong>Aldemaro Romero</strong>, e dopo, in una carriera brillante, potè accompagnare giganti come <strong>Jesús &#8216;Chucho&#8217; Sanoja</strong>, <strong>Luis Alfonso Larrain</strong>, <strong>Tito Puente</strong>, &#8216;El Rey del Timbal&#8217;; <strong>Dámaso Pérez Prado</strong> &#8216;El Rey del Mambo&#8217;; <strong>Mongo Santamaría</strong>, <strong>Machito</strong>, <strong>Dizzie Gillespie</strong> e <strong>Chick Corea</strong>, massimi esponenti del jazz latino.</p>
<p>Fu un grande percorso che ebbe il suo punto più alto negli anni 70, con la Onda Nueva, stile musicale riconosciuto in tutto il mondo e ancora vigente, il cui cuore ritmico fu ideato e sviluppato da <strong>el Pavo Frank</strong> per <strong>Aldemaro Romero</strong>, che la descrisse in questa maniera: &#8216;la Onda Nueva non è altro che la sostituzione di una orchestrazione per un&#8217;altra. Al posto di un&#8217;arpa, cuatro e maracas; piano, basso e batería: il trio ideale per suonare musica jazz&#8217;. Questo inconfondibile colpo di batteria fu la creazione immortale del Pavo, il suo maggiore contributo artistico.</p>
<p>Però gli anni non perdonano e le malattie nemmeno. Gli ultimi anni lo constrinsero al ritiro forzato. Tre incidenti celebrovascolari lo allontanarono dai palcoscenici. Successivamente subentrarono altri problemi che lo portarano alla quasi cecità.</p>
<p>È impossibile dire che ha smesso di suonare. Adesso la batteria e il timbal del Pavo inizieranno a suonare in tutto il mondo. Adesso queste percussioni vibreranno con sabor e genialità.</p>
<p>Fonte Ag.Abn</p></div>
<h3>Español</h3>
<div>El Pavo Frank, conocido percusionista venezolano que se destacó en la escena de la música latina, falleció durante la madrugada de este martes a los 74 años.</p>
<p>El músico aragüeño, cuyo nombre de pila era Francisco Antonio Hernández Valarín, comenzó su carrera musical al tomar clases de batería con Germán Suárez, cuando tenía sólo 12 años.<br />
A los 15 se unió a la orquesta de Manuel Ramos. Sus compañeros le asignaron un apodo por el que sería reconocido durante el resto de su vida: El Pavo Frank.</p>
<p>Un ritmo endiablado en las manos y el corazón. Una descarga del alma que estalló en los timbales y la batería. Ahora, una leyenda. Si decimos Francisco Antonio Hernández Valarín, no decimos mucho. Si decimos el Pavo Frank suena a salsa, a jazz, a Onda Nueva.</p>
<p>El más destacado percusionista venezolano de las últimas décadas murió este martes a los 74 años. Salió de su natal Villa de Cura, estado Aragua, a los 12 años, edad suficiente para tomar clases de batería. Ya a los quince estaba debutando en la orquesta de Manuel Ramos donde lo bautizaron como el Pavo, apodo que ahora se lleva a la eternidad.</p>
<p>Para 1953 ya formaba parte la orquesta de Aldemaro Romero, y luego, en una carrera brillante, pudo acompañar a gigantes como Jesús &#8216;Chucho&#8217; Sanoja, Luis Alfonso Larrain,Tito Puente, &#8216;El Rey del Timbal&#8217;; Dámaso Pérez Prado &#8216;El Rey del Mambo&#8217;; Mongo Santamaría, Machito, Dizzie Gillespie y Chick Corea, máximos exponentes del jazz latino.</p>
<p>Fue un largo camino recorrido que tuvo su punto más alto en los años 70, con la Onda Nueva, estilo musical reconocido en todo el mundo y todavía vigente, cuyo corazón rítmico fue ideado y desarrollado por el Pavo Frank para Aldemaro Romero, quien la describió de esta manera: &#8216;la Onda Nueva no es otra cosa que la sustitución de una orquestación por otra. En vez de arpa, cuatro y maracas; piano, bajo y batería: el trío ideal para tocar música de jazz&#8217;. Ese inconfundible golpe de batería fue la creación inmortal del Pavo, su más célebre contribución artística.</p>
<p>Pero los años no perdonan y las enfermedades tampoco. Los últimos años el Pavo se vio forzado al retiro. Tres accidentes cerebrovasculares lo alejaron de las pailas. No pudo continuar caminando derecho porque perdió el equilibrio. Todo dificultó más su ya precaria existencia porque desde hacía mucho tiempo fue perdiendo la vista hasta quedar completamente ciego. Sus necesidades sin embargo estaban medianamente cubiertas porque era pensionado de Venezolana de Televisión, tenía su pensión del Seguro Social y recibía también una cantidad por haber sido declarado Patrimonio Viviente.</p>
<p>Imposible decir que dejó de tocar. Ahora es cuando la batería y el timbal del Pavo Frank sonarán en todo el mundo. Ahora es cuando esas pailas vibrarán con sabor y genialidad.</p>
<p>Fuente Ag.Abn</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Ray Perez y Teo Hernandez con &#8220;Los Dementes italianos&#8221; en Ginebra por el Salsa Vintage Festival 2009</title>
		<link>http://www.rayperez.it/blog/2009/05/04/ray-perez-y-teo-hernandez-con-los-dementes-italianos-en-ginebra-por-el-salsa-vintage-festival-2009/</link>
		<comments>http://www.rayperez.it/blog/2009/05/04/ray-perez-y-teo-hernandez-con-los-dementes-italianos-en-ginebra-por-el-salsa-vintage-festival-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 18:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Aqui algunos vídeos del Salsa Vintage 2009 con la participación de Ray Perez, Teo Hernandez y Los Dementes italianos.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aqui algunos vídeos del Salsa Vintage 2009 con la participación de Ray Perez, Teo Hernandez y Los Dementes italianos.</p>
<p><span class="youtube">
<iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="373" src="http://www.youtube.com/embed/IDL2DfARqD0?color1=e1600f&amp;color2=febd01&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;modestbranding=1&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
</span></p>
<p><span class="youtube">
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		<title>Video intervista a Ray Perez parte 2: Arrivano i Los Dementes</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 17:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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</span></h3>
<h3>La nascita dei Los Dementes</h3>
<p>Io comincio a suonare salsa a Maracaibo nel &#8217;64 con l&#8217;orchestra del maestro <strong>Elias Nuñez</strong>, il mio insegnante di piano, integrandone l&#8217;organico con i tromboni, e facendo le mie apparizioni in tv sul Canal 13 con <strong>Raúl Bales Quintero</strong>; al principio volevo chiamarla <strong>Los Dementes</strong> (ndr: I Pazzi) , ma il direttore dell&#8217;orchestra Bolivar era contrario poiché lo riteneva offensivo per dei musicisti, e addirittura in occasione del nostro primo concerto mandò una pattuglia della polizia ed un&#8217;ambulanza pronte e prelevarci se ci fossimo presentati con quel nome: fu così che esordimmo come <strong>Ray Pérez Y Su Charanga</strong>, nome con cui ci esibimmo insieme a <strong>Ray Barretto</strong> durante la sua prima tournée a Maracaibo, conquistandoci il titolo di orchestra rivelazione dell&#8217;anno.</p>
<p>Questo fu “l&#8217;esordio di Ray Pérez”; poco dopo mi trasferii a Caracas portandomi dietro i miei musicisti “maracuchos” (ndr: residenti di Maracaibo), i quali però, non adattandosi alla città, tornarono subito a casa: mi misi perciò a cercare dei nuovi musicisti e – lavorando al Mon Petit – conobbi <strong>Nené Quintero</strong> (ndr: conguero) il quale mi presentò <strong>Alfredo Padilla</strong> (ndr: timbalero), <strong>Juan Diaz</strong> dell&#8217;orchestra <strong>Los Megatones De Lucho</strong> (ndr: trombonista), Kiko, mentre Perucho Torcat lo conoscevo già.</p>
<p>Andammo a fare delle prove a Radio Difusora de Venezuela -- dove lavorava anche il dj <strong>Phidias Danilo Escalona</strong>, colui che coniò il termine “Salsa” per questa musica ballabile – e iniziammo a comporre i brani del primo disco <span class="arancio">“Alerta Mundo, Llegaron Los Dementes”.</span></p>
<p>Questo disco lo portai “sotto il braccio” per molto tempo, perché proponendolo a molte case discografiche nessuna lo apprezzava, finché incontrammo la <strong>Prodansa</strong> – che già navigava in cattive acque – il cui responsabile propose di pagarci solo le royalties sull&#8217;effettivo venduto; il disco uscì un giorno prima delle ferie pasquali, ne diedi copia a Dj Phidias che lo iniziò a proporre nel suo programma di mezzogiorno “<strong>A La Hora De La Salsa Y El Bembé</strong>”, diedi altre copie ai negozianti, e dopo tre giorni era già un successo&#8230;</p>
<p><span class="arancio">Rómpelo: “Yo traigo un coco/Para romper&#8230;”</span></p>
<p>Il successo di Rómpelo sancì il successo dell&#8217;orchestra Los Dementes e i musicisti – che fino ad allora non erano stati ancora da me retribuiti – mi chiesero un compenso come “gruppo”, ma io imposi una redistribuzione percentuale differenziata delle royalties in considerazione del mio ruolo guida come direttore e voce leader, e dei diversi ruoli dei singoli musicisti; fu così che ci accordammo e da lì fu il boom de <strong>Los Dementes</strong>, negli anni &#8217;60.</p>
<p>Tommy, il fratello di Max, mi ha parlato di un mio brano, e quando ne ho intonato il coro “<strong>Oiga caballero yo de esta rumba me espiro</strong>”, lui dalla cucina mi ha risposto in controcanto “<strong>Porqué mi mujer no está metida en el güiro</strong>”, che fu anch&#8217;esso un successo, cui ne seguì un altro, <span class="arancio">La Perrita De Floro</span>, e <span class="arancio">Mi Salsa Llegó</span>.</p>
<p>In questo periodo de <strong>Los Dementes</strong>, formai <strong>Los Calvos</strong> per la discografica RCA Victor, e come cantante scelsi <strong>Carlos Yanez</strong> alias <strong>El Negrito Calaven</strong>, con cui facemmo due album con molti brani di successo, e son certo che anche qui in Italia come in Francia e Germania li apprezziate.</p>
<p>Il racconto che vi sto facendo dovrebbe esser molto più lungo ma, riassumendo, a un certo punto ebbi necessità di una pausa, così lasciai il nome de Los Dementes ai miei musicisti e me ne andai a New York a studiare da <strong>Nick Rodríguez</strong>, il quale però mi disse che non necessitavo studiare, bensì comporre.</p>
<p>I pianisti, vedendomi suonare nel mio modo, mi dicevano che non avevo tecnica; ma io non ho lo stile “classico” come quello che mostra per esempio il Tommy con la postura delle sue mani: io semplicemente suono, col mio stile.</p>
<p>Quindi alla RCA iniziai ad arrangiare brani, comporre melodie, lavorando con <strong>Rudy Calzado</strong> e <strong>Chombo Silva</strong> che era un sassofonista cubano molto in gamba; in New Jersey lavoravo col bassista <strong>Nino Sierra</strong>, che non concepiva il fatto che non leggessi la musica durante una esecuzione, la scrivevo ma per gli altri, non per me, al ché una volta lui mi disse “Mulatto, non fare il buffone! Come fai a non leggere la musica se la sai scrivere?” Ed io: “Ti assicuro che lo dico sul serio! So leggere, ma non per eseguire”, però non mi credeva.</p>
<p>Passò del tempo, continuando a lavorare assieme, e un giorno mi chiamarono per arrangiare la musica di una cantante portoricana; allo studio incontrai Nino Sierra, che non voleva ancora credere che io fossi stato chiamato per quegli arrangiamenti, ma di fatto si rese conto che era proprio così, quindi mi chiamò a lato e mi disse: “Ray, il buffone sono io!”.</p>
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		<title>Adolfo Indacochea e Carla Voconi: Rio Manzanares</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 10:05:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un bellissimo omaggio a &#8220;Ray Perez&#8221; da parte di due grandi artisti: Adolfo Indacochea e Carla Voconi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bellissimo omaggio a &#8220;<strong>Ray Perez</strong>&#8221; da parte di due grandi artisti: <strong>Adolfo Indacochea</strong> e <strong>Carla Voconi</strong></p>
<p><span class="youtube">
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</span></p>
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		<title>Video intervista a Ray Perez</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 19:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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</span></p>
<h3>I primi passi di Ray Perez</h3>
<p>In questo clima così bello di Bologna, mi ricordo di quando iniziai a suonare, da piccolo, con mio padre che era il primo trombettista della banda statale, e con mia madre che era cantante, entrambi scomparsi.</p>
<p>Tutto inizio nel collegio San Juan Bosco perché il mio padrino era Italiano, <strong>José Angel Mottola</strong>, colui che compose la musica dell&#8217;inno dello Stato Anzoátegui (ndr: la regione di Barcelona, sua città natale, sita nell&#8217;area orientale del Paese).</p>
<p>Cominciai suonando la tromba, però siccome non c&#8217;era nessuno che volesse suonare la tuba (ndr: perché è molto scomoda da spostare!) strumento che per via del suo swing è essenziale nella direzione di una banda, mio padre me la affidò.</p>
<p>Fu così perciò che <strong>Ray Pérez</strong> iniziò la sua carriera musicale, sebbene in seguito, dopo il collegio, entrai nella scuola statale, e per un po&#8217; non studiai la musica.</p>
<p>Dopo alcuni anni ripresi a studiare iscrivendomi al conservatorio di Maracaibo con il maestro <strong>Elias Nuñez Peseira</strong> e il professor <strong>Paz</strong>, un pianista che suonò con <strong>Luis Alfonso Laraya</strong>.</p>
<p>In precedenza, suonai nel trio <strong>Los Singers</strong>, in cui cantava <strong>Luciano Tagliolini</strong>, un Italiano giunto in Venezuela all&#8217;età di 5 anni, e suonavamo allo Show de Renny alternandoci con Mina, Luciano Sangiorgi, che mi ricordo fu nell&#8217;hotel Tamanaco nell&#8217;anno in cui la Miss Venezuela fu Susanna Agoin.</p>
<p>Tutto questo succedeva negli anni &#8217;60; nello stesso hotel Tamanaco dove siete stati anche voi. E ora sospendiamo un attimo perché non vi voglio raccontare tutto subito!</p>
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		<title>Ray Perez y Los Dementes en Roma: &#8220;el perico&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 19:08:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ray Perez y Los Dementes en Roma: "el perico"]]></category>

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		<description><![CDATA[Ray Perez y Los Dementes tocan &#8220;El Perico&#8221; en el Roma Salsa Festival 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ray Perez y Los Dementes tocan &#8220;El Perico&#8221; en el Roma Salsa Festival 2008</p>
<p><span class="youtube">
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		<title>Ray Perez y Los Dementes en Roma: Vengo de oriente</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 13:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Direttamente dal concerto di Roma di Ray Perez e Los Dementes&#8230;Vengo de Oriente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direttamente dal concerto di Roma di Ray Perez e Los Dementes&#8230;Vengo de Oriente</p>
<p><span class="youtube">
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