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Ray Perez y Los Dementes al Festival de la Guaira en Venezuela

Posted by admin @ 4:35 PM, sabato Ott 24th, 2009

Ray Perez y Teo Hernandez con Los Dementes italianos en Ginebra! Las fotos!

Posted by admin @ 12:07 PM, domenica Set 20th, 2009

salsavintage09-056Haga click en la foto para verlas todas.

Addio Frank El Pavo Hernandez

Posted by admin @ 4:31 PM, giovedì Giu 18th, 2009

Caracas 16 Giugno 2009
Frank El Pavo Hernández con Ray Perez e Cocolia – foto cortesia di www.rayperez.it

El Pavo Frank, conosciuto percussionista venezuelano che ha ottenuto i suoi successi sulla scena della musica latina, è scomparso questa mattina a 74 anni.

Il musicista aragüeño, il cui nome era Francisco Antonio Hernández Valarín, iniziò la sua carriera musicale prendendo lezioni di batteria con Germán Suárez, quando aveva solo 12 anni.
A 15 anni si unì all’orchestra di Manuel Ramos. I suoi compagni gli assegnarono il soprannome con il quale sarebbe stato riconosciuto per tutto il resto della sua vita: El Pavo Frank.

Un ritmo indiavolato nelle mani e nel cuore. Una descarga dell’anima che trasferì nei timbales e nella batteria. Adesso, una leggenda. Se diciamo Francisco Antonio Hernández Valarín, non diciamo molto. Se diciamo el Pavo Frank è come se parlassimo di salsa, del jazz, della Onda Nueva.

Nel 1953 faceva già parte dell’orchestra di Aldemaro Romero, e dopo, in una carriera brillante, potè accompagnare giganti come Jesús ‘Chucho’ Sanoja, Luis Alfonso Larrain, Tito Puente, ‘El Rey del Timbal’; Dámaso Pérez Prado ‘El Rey del Mambo’; Mongo Santamaría, Machito, Dizzie Gillespie e Chick Corea, massimi esponenti del jazz latino.

Fu un grande percorso che ebbe il suo punto più alto negli anni 70, con la Onda Nueva, stile musicale riconosciuto in tutto il mondo e ancora vigente, il cui cuore ritmico fu ideato e sviluppato da el Pavo Frank per Aldemaro Romero, che la descrisse in questa maniera: ‘la Onda Nueva non è altro che la sostituzione di una orchestrazione per un’altra. Al posto di un’arpa, cuatro e maracas; piano, basso e batería: il trio ideale per suonare musica jazz’. Questo inconfondibile colpo di batteria fu la creazione immortale del Pavo, il suo maggiore contributo artistico.

Però gli anni non perdonano e le malattie nemmeno. Gli ultimi anni lo constrinsero al ritiro forzato. Tre incidenti celebrovascolari lo allontanarono dai palcoscenici. Successivamente subentrarono altri problemi che lo portarano alla quasi cecità.

È impossibile dire che ha smesso di suonare. Adesso la batteria e il timbal del Pavo inizieranno a suonare in tutto il mondo. Adesso queste percussioni vibreranno con sabor e genialità.

Fonte Ag.Abn

Español

El Pavo Frank, conocido percusionista venezolano que se destacó en la escena de la música latina, falleció durante la madrugada de este martes a los 74 años.

El músico aragüeño, cuyo nombre de pila era Francisco Antonio Hernández Valarín, comenzó su carrera musical al tomar clases de batería con Germán Suárez, cuando tenía sólo 12 años.
A los 15 se unió a la orquesta de Manuel Ramos. Sus compañeros le asignaron un apodo por el que sería reconocido durante el resto de su vida: El Pavo Frank.

Un ritmo endiablado en las manos y el corazón. Una descarga del alma que estalló en los timbales y la batería. Ahora, una leyenda. Si decimos Francisco Antonio Hernández Valarín, no decimos mucho. Si decimos el Pavo Frank suena a salsa, a jazz, a Onda Nueva.

El más destacado percusionista venezolano de las últimas décadas murió este martes a los 74 años. Salió de su natal Villa de Cura, estado Aragua, a los 12 años, edad suficiente para tomar clases de batería. Ya a los quince estaba debutando en la orquesta de Manuel Ramos donde lo bautizaron como el Pavo, apodo que ahora se lleva a la eternidad.

Para 1953 ya formaba parte la orquesta de Aldemaro Romero, y luego, en una carrera brillante, pudo acompañar a gigantes como Jesús ‘Chucho’ Sanoja, Luis Alfonso Larrain,Tito Puente, ‘El Rey del Timbal’; Dámaso Pérez Prado ‘El Rey del Mambo’; Mongo Santamaría, Machito, Dizzie Gillespie y Chick Corea, máximos exponentes del jazz latino.

Fue un largo camino recorrido que tuvo su punto más alto en los años 70, con la Onda Nueva, estilo musical reconocido en todo el mundo y todavía vigente, cuyo corazón rítmico fue ideado y desarrollado por el Pavo Frank para Aldemaro Romero, quien la describió de esta manera: ‘la Onda Nueva no es otra cosa que la sustitución de una orquestación por otra. En vez de arpa, cuatro y maracas; piano, bajo y batería: el trío ideal para tocar música de jazz’. Ese inconfundible golpe de batería fue la creación inmortal del Pavo, su más célebre contribución artística.

Pero los años no perdonan y las enfermedades tampoco. Los últimos años el Pavo se vio forzado al retiro. Tres accidentes cerebrovasculares lo alejaron de las pailas. No pudo continuar caminando derecho porque perdió el equilibrio. Todo dificultó más su ya precaria existencia porque desde hacía mucho tiempo fue perdiendo la vista hasta quedar completamente ciego. Sus necesidades sin embargo estaban medianamente cubiertas porque era pensionado de Venezolana de Televisión, tenía su pensión del Seguro Social y recibía también una cantidad por haber sido declarado Patrimonio Viviente.

Imposible decir que dejó de tocar. Ahora es cuando la batería y el timbal del Pavo Frank sonarán en todo el mundo. Ahora es cuando esas pailas vibrarán con sabor y genialidad.

Fuente Ag.Abn

Ray Perez y Teo Hernandez con “Los Dementes italianos” en Ginebra por el Salsa Vintage Festival 2009

Posted by admin @ 8:53 PM, lunedì Mag 4th, 2009

Aqui algunos vídeos del Salsa Vintage 2009 con la participación de Ray Perez, Teo Hernandez y Los Dementes italianos.

Video intervista a Ray Perez parte 2: Arrivano i Los Dementes

Posted by admin @ 7:06 PM, domenica Apr 12th, 2009

La nascita dei Los Dementes

Io comincio a suonare salsa a Maracaibo nel ’64 con l’orchestra del maestro Elias Nuñez, il mio insegnante di piano, integrandone l’organico con i tromboni, e facendo le mie apparizioni in tv sul Canal 13 con Raúl Bales Quintero; al principio volevo chiamarla Los Dementes (ndr: I Pazzi) , ma il direttore dell’orchestra Bolivar era contrario poiché lo riteneva offensivo per dei musicisti, e addirittura in occasione del nostro primo concerto mandò una pattuglia della polizia ed un’ambulanza pronte e prelevarci se ci fossimo presentati con quel nome: fu così che esordimmo come Ray Pérez Y Su Charanga, nome con cui ci esibimmo insieme a Ray Barretto durante la sua prima tournée a Maracaibo, conquistandoci il titolo di orchestra rivelazione dell’anno.

Questo fu “l’esordio di Ray Pérez”; poco dopo mi trasferii a Caracas portandomi dietro i miei musicisti “maracuchos” (ndr: residenti di Maracaibo), i quali però, non adattandosi alla città, tornarono subito a casa: mi misi perciò a cercare dei nuovi musicisti e – lavorando al Mon Petit – conobbi Nené Quintero (ndr: conguero) il quale mi presentò Alfredo Padilla (ndr: timbalero), Juan Diaz dell’orchestra Los Megatones De Lucho (ndr: trombonista), Kiko, mentre Perucho Torcat lo conoscevo già.

Andammo a fare delle prove a Radio Difusora de Venezuela – dove lavorava anche il dj Phidias Danilo Escalona, colui che coniò il termine “Salsa” per questa musica ballabile – e iniziammo a comporre i brani del primo disco “Alerta Mundo, Llegaron Los Dementes”.

Questo disco lo portai “sotto il braccio” per molto tempo, perché proponendolo a molte case discografiche nessuna lo apprezzava, finché incontrammo la Prodansa – che già navigava in cattive acque – il cui responsabile propose di pagarci solo le royalties sull’effettivo venduto; il disco uscì un giorno prima delle ferie pasquali, ne diedi copia a Dj Phidias che lo iniziò a proporre nel suo programma di mezzogiorno “A La Hora De La Salsa Y El Bembé”, diedi altre copie ai negozianti, e dopo tre giorni era già un successo…

Rómpelo: “Yo traigo un coco/Para romper…”

Il successo di Rómpelo sancì il successo dell’orchestra Los Dementes e i musicisti – che fino ad allora non erano stati ancora da me retribuiti – mi chiesero un compenso come “gruppo”, ma io imposi una redistribuzione percentuale differenziata delle royalties in considerazione del mio ruolo guida come direttore e voce leader, e dei diversi ruoli dei singoli musicisti; fu così che ci accordammo e da lì fu il boom de Los Dementes, negli anni ’60.

Tommy, il fratello di Max, mi ha parlato di un mio brano, e quando ne ho intonato il coro “Oiga caballero yo de esta rumba me espiro”, lui dalla cucina mi ha risposto in controcanto “Porqué mi mujer no está metida en el güiro”, che fu anch’esso un successo, cui ne seguì un altro, La Perrita De Floro, e Mi Salsa Llegó.

In questo periodo de Los Dementes, formai Los Calvos per la discografica RCA Victor, e come cantante scelsi Carlos Yanez alias El Negrito Calaven, con cui facemmo due album con molti brani di successo, e son certo che anche qui in Italia come in Francia e Germania li apprezziate.

Il racconto che vi sto facendo dovrebbe esser molto più lungo ma, riassumendo, a un certo punto ebbi necessità di una pausa, così lasciai il nome de Los Dementes ai miei musicisti e me ne andai a New York a studiare da Nick Rodríguez, il quale però mi disse che non necessitavo studiare, bensì comporre.

I pianisti, vedendomi suonare nel mio modo, mi dicevano che non avevo tecnica; ma io non ho lo stile “classico” come quello che mostra per esempio il Tommy con la postura delle sue mani: io semplicemente suono, col mio stile.

Quindi alla RCA iniziai ad arrangiare brani, comporre melodie, lavorando con Rudy Calzado e Chombo Silva che era un sassofonista cubano molto in gamba; in New Jersey lavoravo col bassista Nino Sierra, che non concepiva il fatto che non leggessi la musica durante una esecuzione, la scrivevo ma per gli altri, non per me, al ché una volta lui mi disse “Mulatto, non fare il buffone! Come fai a non leggere la musica se la sai scrivere?” Ed io: “Ti assicuro che lo dico sul serio! So leggere, ma non per eseguire”, però non mi credeva.

Passò del tempo, continuando a lavorare assieme, e un giorno mi chiamarono per arrangiare la musica di una cantante portoricana; allo studio incontrai Nino Sierra, che non voleva ancora credere che io fossi stato chiamato per quegli arrangiamenti, ma di fatto si rese conto che era proprio così, quindi mi chiamò a lato e mi disse: “Ray, il buffone sono io!”.

Adolfo Indacochea e Carla Voconi: Rio Manzanares

Posted by admin @ 12:05 PM, lunedì Mar 16th, 2009

Un bellissimo omaggio a “Ray Perez” da parte di due grandi artisti: Adolfo Indacochea e Carla Voconi

Video intervista a Ray Perez

Posted by admin @ 9:22 PM, domenica Feb 8th, 2009

I primi passi di Ray Perez

In questo clima così bello di Bologna, mi ricordo di quando iniziai a suonare, da piccolo, con mio padre che era il primo trombettista della banda statale, e con mia madre che era cantante, entrambi scomparsi.

Tutto inizio nel collegio San Juan Bosco perché il mio padrino era Italiano, José Angel Mottola, colui che compose la musica dell’inno dello Stato Anzoátegui (ndr: la regione di Barcelona, sua città natale, sita nell’area orientale del Paese).

Cominciai suonando la tromba, però siccome non c’era nessuno che volesse suonare la tuba (ndr: perché è molto scomoda da spostare!) strumento che per via del suo swing è essenziale nella direzione di una banda, mio padre me la affidò.

Fu così perciò che Ray Pérez iniziò la sua carriera musicale, sebbene in seguito, dopo il collegio, entrai nella scuola statale, e per un po’ non studiai la musica.

Dopo alcuni anni ripresi a studiare iscrivendomi al conservatorio di Maracaibo con il maestro Elias Nuñez Peseira e il professor Paz, un pianista che suonò con Luis Alfonso Laraya.

In precedenza, suonai nel trio Los Singers, in cui cantava Luciano Tagliolini, un Italiano giunto in Venezuela all’età di 5 anni, e suonavamo allo Show de Renny alternandoci con Mina, Luciano Sangiorgi, che mi ricordo fu nell’hotel Tamanaco nell’anno in cui la Miss Venezuela fu Susanna Agoin.

Tutto questo succedeva negli anni ’60; nello stesso hotel Tamanaco dove siete stati anche voi. E ora sospendiamo un attimo perché non vi voglio raccontare tutto subito!

Ray Perez y Los Dementes en Roma: “el perico”

Posted by admin @ 9:08 PM, domenica Nov 16th, 2008

Ray Perez y Los Dementes tocan “El Perico” en el Roma Salsa Festival 2008

Ray Perez y Los Dementes en Roma: Vengo de oriente

Posted by admin @ 3:36 PM, domenica Nov 16th, 2008

Direttamente dal concerto di Roma di Ray Perez e Los Dementes…Vengo de Oriente

Los Dementes en Roma: han llegado los Crazy Men!

Posted by admin @ 12:34 PM, sabato Nov 15th, 2008

Entrevista a los musicos de la Orquesta Los Dementes por primera vez en Roma!

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